Spesso mi si chiede qual è il momento migliore per meditare. Risposta: sempre. In realtà è un po’ una provocazione, anche se facile da interpretare per chi ha seguito le mie lezioni di meditazione.

La mente di chi non medita è in perenne stato tumultuoso, come un mare in tempesta. Piena di pensieri, alcuni che vanno e vengono in un girotondo senza fine, altri semplicemente di passaggio. Emozioni e reazioni che si affollano. In qualche raro momento c’è un po’ di pace. Non lo stato di assenza come quando siamo assorbiti dalla televisione e il nostro cervello passa in modalità passiva. Intendo la quiete tra un pensiero e l’altro. Uno stato di assenza di tensione (ovvero attenzione!) in cui semplicemente siamo. Per lo più questi momenti passano senza che uno se ne renda conto. Senza consapevolezza. E la giornata diventa un navigare in tempesta.

Dire che vorremmo sempre meditare significa capovolgere la dinamica mentale. Resto normalmente nella quiete. Mi muovo nella piena consapevolezza di quello che faccio. Qui e ora. Di intanto intanto, quando devo sviluppare un pensiero logico, quando devo pianificare o ricordare ad esempio, la mia mente esce dallo stato di quiete e pensa in modo coerente. Senza tempesta è un navigare nella direzione corretta. Una mente così si dice illuminata.

Per arrivare a vivere in questo modo dobbiamo fare esercizio. Dobbiamo sviluppare abitudini e capacità e soprattutto togliere tutti strati superflui che offuscano la mente. Lo si fa a poco a poco. Imparando a meditare quei pochi minuti a disposizione in coda agli sportelli, sull’autobus o camminando e a casa o in un luogo tranquillo nel quale riusciamo a ritagliare un po’ di spazio per noi stessi.

A che ora ritagliarsi questo spazio?

Innanzitutto. Lo stomaco pieno non favorisce la meditazione. La troppa stanchezza la rende difficile. L’adrenalina la rende quasi impossibile. Allora quando?

Martedì, 11 settembre 2001 ero in Inghilterra. Il giorno dopo ho preso un altro aereo e sono andato in Italia. All’aeroporto la mattina del 12 settembre si viveva una realtà surreale. La mente di tutti era focalizzata all’attentato e alla tragedia del giorno prima. Al check-in ci hanno in pratica quasi spogliato e in cabina non si poteva portare nulla, ma proprio nulla. La tensione nel mondo era alle stelle, nella meditazione si sentiva l’angoscia nell’aria

Venerdì, 14 settembre 2001 di mattina, ero in un paesino in Italia per un appuntamento in un ufficio. Più tardi dovevo riprendere un aereo. Mi sono sentito fortunato quando ho trovato l’ultimo posto disponibile per l’auto, in una piccola piazzetta davanti alla chiesa, accanto a dove dovevo andare. Finito l’appuntamento, nella piazzetta c’era solo la mia auto …  con un bel foglietto giallo sul parabrezza! Il vigile, ancora lì vicino, alle mie proteste semplicemente rispose che era possibile che prima ci fossero molte altre auto, ma aveva trovato solo la mia e in tutta quella piazza c’è un divieto si sosta permanente, l’unica cosa che potevo fare era andare all’ufficio postale e pagare la multa.

Per chiudere e togliermi l’avventura di dosso, andai subito alla posta, in fretta prima di correre all’aeroporto. Consiglio sempre di chiudere il prima possibile le cose “spiacevoli” della vita. Togliersi la preoccupazione dalla mente per lasciare spazio alle cose belle che poi verranno.

Dopo una coda piuttosto lunga arriva il mio turno e, quando sono davanti allo sportello, una voce annuncia: “Sono le 12, osserviamo tre minuti di silenzio per le vittime dell’11 settembre con il resto dell’Europa.” L’impiegato con un sorriso un po’ sornione tira giù la tendina. Ed io lì davanti, con la mia multa in mano e un aereo da prendere, un po’ stupito e un po’ nuovamente irritato.

Mi sono naturalmente unito al silenzio che prima ha pervaso l’ufficio postale. Poi osservando si espandeva ed espandeva. Era come se le menti di milioni di uomini stessero funzionando all’unisono. Erano quasi sincronizzate su un unico evento.

Non è come quando ti siedi in meditazione durante il giorno che senti un rumore di fondo continuo e una turbolenza attorno a te. No, c’era armonia. Il silenzio ha cominciato a pervadermi, una quiete e una pace si sono riversate in tutto il mio essere. Si, c’erano pensieri di rabbia e vendetta, ma nell’aria si respiravano soprattutto compassione, commozione, comunione e unione. Altro che 2 persone che pregano e “io sono in mezzo a loro”. Qui erano centinaia di milioni di persone all’unisono. La sensazione di pace è indescrivibile.

Altre volte mi sono unito agli appuntamenti mondiali di raccoglimento e meditazione come ad esempio durante il Wesak, il Natale e altre “chiamate” occasionali. Mi hanno detto che durante le apparizioni Mariane, come ad esempio a Medugorje, dove qualche migliaio di persone può cadere nell’assoluto silenzio per 20 minuti, si provano sensazioni simili. Ma mai credo l’effetto fu così vasto e concentrato come quello di un’Europa in silenzio per 3 minuti.

L’11 settembre non può essere dimenticato, peccato che pochi ricordino il 14 settembre 2001.

È quindi chiaro come, sonno a parte, il momento in cui è più facile entrare in meditazione è quando chi vive “attorno” a noi dorme: dalle 3 alle 5 del mattino è il mio momento preferito. Alle 5 già sento che il mondo si sta svegliando. Alle 2 del mattino c’è ancora molta malattia mentale che circola.

Non è certo una mia scoperta. Molte sono le regole monastiche che pongono la sveglia tra le 3 e le 5 del mattino per la prima preghiera – meditazione.

Normal
0

14

false
false
false

IT
X-NONE
X-NONE

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-priority:99;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin-top:0cm;
mso-para-margin-right:0cm;
mso-para-margin-bottom:10.0pt;
mso-para-margin-left:0cm;
line-height:115%;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:11.0pt;
font-family:”Calibri”,”sans-serif”;
mso-ascii-font-family:Calibri;
mso-ascii-theme-font:minor-latin;
mso-hansi-font-family:Calibri;
mso-hansi-theme-font:minor-latin;
mso-bidi-font-family:”Times New Roman”;
mso-bidi-theme-font:minor-bidi;
mso-fareast-language:EN-US;}